Un cognome perso in un foglio di 30 anni fa,
un cognome che non si trova, che non serve cercare.
Sfumano parole e pensieri mentre lo sguardo attraversa un nome.
Un ricordo, seppellito da un idea,
perché lasciare quella traccia?
Un cognome paterno, un nome genitoriale;
Qual'è l'alchimia di questa storia?
Parole semplici, idee che come tappi chiudono buchi irregolari.
Ciò che è, è stato, non è dubbio,
ciò che doveva essere, poteva essere ha lo stesso peso.
E c'è chi vive alla ricerca di questa origine, quasi come trovare la propria matrice, come chi nega tutto dicendo che va bene lo stesso senza più cercare quella matrice.
Mi salgono a mente le parole dei Bushi:
"Non ho genitori: i miei genitori sono il cielo e la terra"
Quale arcano mistero ancora riverbera in queste frequenze così sottili e impalpabili quanto profonde?
Come un libro strappato a metà, un film senza fine, la ricerca di un cieco in un mare di luce..
Nella sospensione di un cognome perso in un foglio di 30 anni fa, nella realtà di un nome come unica eredità, un limbo che la ragione e i fatti non bucano perché non posso bucare quello che è stato.
Percezioni.. Percezioni.. Percezioni..
Percezioni viaggiano nel canale più intimo, percezioni che non so se ho voglia di ascoltare.